Ennesimo live-action di Netflix stavolta però su “City Hunter” opera di Tsukasa Hōjō, ricorderete “Cat’s eye” (“Occhi di gatto”), che si appropria dei personaggi, della storia ma rivisitata e dell’ambientazione ma non dell’epoca. Per chi non conoscesse “City Hunter” è ambientato negli anni ’80 in una Tokyo piena di criminali, o aspiranti tali, che sfuggono al controllo della polizia. Di contro troviamo Ryo Saeba, donnaiolo e sweeper, che si presta nell’aiutare chi ne ha bisogno. Se non l’avete visto o avete letto il manga o visto l’anime e non volete spoiler non proseguite oltre.
ALLERTA SPOILER
I punti come dicevo sono 3: i personaggi, la storia e l’epoca.


Ryo Saeba è ben interpretato da Ryohei Suzuki che si presta molto bene sia nelle scene d’azione che nei siparietti soliti di Ryo però fisicamente non centra il bersaglio. L’altezza di Ryohei si avvicina molto a quella di Ryo però come robustezza non ci siamo, il viso invece lo trovo fin troppo spigoloso soprattutto gli zigomi ma nel complesso adeguato al ruolo. Anche il doppiaggio italiano mi è piaciuto, considerate le difficoltà, ma per me il perfetto doppiatore rimarrà sempre Guido Cavalleri (il doppiatore delle prime 2 stagioni dell’anime e dei film).


Hideyuki Makimura interpretato da Masanobu Andō a cui hanno dato poco spazio, sono certo per motivazioni di trama, ma l’ho trovato molto più vicino al personaggio originale rispetto agli altri. C’è da dire però che le differenze in combattimento con Ryo sono state di proposito un po’ troppo marcate, considerando che anche Hideyuki nell’opera originale è altamente preparato, non ai livelli di Ryo ma di certo non così goffo come mostrato nel live-action.


Kaori Makimura interpretata da Misato Morita personalmente l’ho trovata adeguata per il ruolo ma con delle incertezze ma non capisco la scelta del voler tralasciare parte del suo carattere che spesso nel manga/anime la porta ad essere scambiata per un ragazzo. Anche se ci hanno provato, vedi l’evento cosplay, per me questa è stata una mancanza critica visto che fin da subito occupa un ruolo importante e la si vede costantemente sullo schermo.


Saeko Nogami, ultima ma non meno importante, interpretata da Fumino Kimura che io non ho trovato adatta per il ruolo, è sicuramente una bella donna ma sarà per l’interpretazione, sarà per la scelta dei costumi e/o sarà per la fotografia ma era tutt’altro che la Saeko dei miei ricordi. Ho apprezzato invece il dettaglio sui “favori sessuali dovuti” sul cellulare di Ryo quando riceve la chiamata da lei.
La storia è rivisitata e per ovvi motivi di tempo non tratta dal primo volume del manga o episodio dell’anime, però gli avvenimenti che riguardano la droga “angel dust” e le conseguenze su Makimura Hideyuki sono alterati ma fanno parte della trama principale. L’epoca è quella dei giorni nostri, una sfida non da poco ma a mio avviso pienamente riuscita. L’adattamento dagli anni ’80 all’epoca moderna è avvenuto senza trasformare del tutto l’ambientazione e ho trovato piacevoli alcuni dettagli come quello del cellulare di Ryo citato prima. Anche i fatti della “cosplayer” sono coerenti alla trama originale solo che normalmente ci sarebbe stata una modella di abbigliamento o di costumi da bagno sgambati, per chi ricorda l’episodio. Concludo con l’inizio del film e cioè la famosissima lavagna della stazione di Shinjuku con scritto il segnale “XYZ” per chiedere aiuto a Ryo, è un dettaglio che solo chi già conosce la serie ha potuto apprezzare e ci voleva decisamente.
piccola osservazione e spoiler su manga/anime
Tra le varie cose, inoltre, avrei apprezzato se avessero integrato l’iconica scena che si può trovare nei primi capitoli/episodi di Ryo che spara a un criminale attutendo la potenza del proiettile sparando attraverso la sua mano.
In fine mi sento di dire che è un prodotto piacevole della serie anche se manca qualcosa, come alcuni particolari che caratterizzano i personaggi. Il mio consiglio per chi decide di vedere il film, che potrebbe essere un buono spunto per avvicinarsi alla serie, è di recuperare il manga o l’anime. Tra manga e anime consiglio il manga, ai tempi dell’uscita dell’anime censuravano parecchie cose, tra cui i mokkori, e il doppiaggio “italianizzava” i nomi, per le prime due stagioni. Il film è in streaming qui, per chi volesse invece recuperare l’anime è in streaming su Prime video.




