Alice in Borderland 2 (2022)

Avatar Rolando M. Faggiano

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6 minuti

La storia di “Alice in Borderland” comincia quando Arisu, un gamer perdigiorno disoccupato, e i suoi due migliori amici, Karube e Chōta, all’improvviso si ritrovano in una Tokyo molto diversa da quella che sono abituati a vedere. Confusi dal silenzio innaturale di Shibuya dopo una breve perlustrazione entrano in un edificio, qui troveranno uno smartphone ciascuno che gli illustrerà le regole per partecipare ad un “game”. Dalle indicazioni sembrerà un gioco vero e proprio ma scopriranno presto che non è uno scherzo e per sopravvivere devono vincere ad ogni costo.

ALLERTA SPOILER
Dopo gli eventi accaduti nella prima stagione i “game” cominciano a farsi decisamente più complessi ma contemporaneamente più interessanti introducendo altri elementi all’interno dello stesso “game”. Infatti prima c’era una sorta di categorizzazione, cuori (psicologici) – quadri (intelligenza) – fiori (di squadra) – picche (prestanza fisica), invece ora anche se di base seguono la categoria del proprio seme non lo sono esclusivamente. Tra quelli che ho preferito ad esempio c’è il game del fante di cuori, che sicuramente è stressante dal punto di vista psicologico però viste le regole implica anche la collaborazione tra i partecipanti. Certamente è dovuto anche al livello di difficoltà tenendo presente che ora hanno sbloccato i “game” con le figure, figure che si riveleranno nient’altro che gli abitanti di quel mondo. Questi ultimi parteciperanno ai loro stessi “game” e metteranno a rischio la loro vita come gli altri.

“Squadra che vince non si cambia”. Mi riferisco a regia e sceneggiatura, infatti i problemi rimangono quei piccoli dettagli. Già al primo episodio troviamo l’esplosione di una granata del re di picche che magicamente non provoca nessun danno all’automobile utilizzata dai protagonisti per scappare. Questa volta però l’attenzione è tutta sui game, che come dicevo sono su un altro livello rispetto alla prima stagione, riuscendo ancora di più a mettere sotto i riflettori la natura dell’uomo.

Nel complesso la seconda stagione mi è piaciuta di più, l’ho trovata più definita e con meno incertezze rispetto alla prima. Inoltre hanno dato spazio anche ad altri personaggi che nella confusione del gruppo non avevano avuto l’opportunità di spiccare, non solo di quelli già messi più o meno in evidenza nella prima stagione come Chishiya e Kuina. L’autore infatti spezza gli equilibri tra i compagni rendendo le cose molto interessanti soprattutto in alcuni “game”. Infine il consiglio rimane lo stesso come per la prima stagione, quindi se avete deciso di vederla fatelo ma col doppiaggio giapponese. Entrambe le stagioni le trovate in streaming solo su Netflix. Se invece l’avete già vista, vi è piaciuta e volete approfondire c’è il manga disponibile anche in italiano, su Amazon trovate l’estratto digitale per farvi un’idea. Trailer “Alice in Borderland” stagione 2

Curiosità

Dopo aver concluso la seconda stagione, quindi l’arco narrativo principale, ho voluto approfondire e mi sono imbattuto in qualche curiosità. Della serie “Alice in Borderland” sono usciti 3 OVA che venivano distribuiti con le limited di alcuni volumi del manga (dettagli su Wiki EN). Vedendo gli episodi anime tra le prime differenze che si notano c’è l’età dei protagonisti, in questo caso sono degli studenti delle superiori, tranne Karube ma comunque coetaneo. Il primo episodio corrisponde al primo “game” del manga, 3 di fiori, e differisce completamente come modalità da quello visto nella serie Netflix. Il secondo episodio invece corrisponde al 5 di picche e questa volta invece il “game” è quasi identico. Il terzo ed ultimo episodio corrisponde al 7 di cuori, il “game” è lo stesso ma cambiano alcune dinamiche tra i partecipanti. Dall’anime si notano anche altre piccole differenze per lo più comportamentali, non escludo che nel manga ce ne possano essere altre semmai più incisive. Del manga ho recuperato solo qualcosina quindi non posso aggiungere altro.

Se invece vi siete chiesti che cosa centra la “Alice” del titolo col protagonista ecco subito la risposta. Se avete visto la serie in giapponese, vi sarete accorti che la pronuncia di “Arisu” è molto molto simile a quella di “Alice”. Infatti anche tradotto dal rōmaji “Imawa no kuni no Arisu”, “Arisu” poi in inglese diventa “Alice”. Conferma ulteriore avuta col primo capitolo del manga, versione inglese, che non lascia spazio a interpretazioni, infatti il primo cap. è intitolato: “Arisu in Borderland”.

Video che mostra in parte il primo “game” del manga/anime, poi a circa metà video potrete sentire la pronuncia di “Arisu”

Ipotesi sulla terza stagione

Del manga sono usciti due spin-off “Alice on Border Road” e “Alice in Borderland: Retry”. Il primo riprende le meccaniche della serie principale ma vede un altro protagonista, una studentessa, e invece di trovarsi a Tokyo è ambientato a Kyoto. Invece il secondo riprendere la storia di Arisu e Usagi alcuni anni dopo il termine del primo arco narrativo. Come dicevo, vedi recensione S1, nel 2023 è stata annunciata la terza stagione, considerando che con la S2 l’arco narrativo principale è stato chiuso e stando alle notizie che riportano Kento Yamazaki, Arisu, e Tao Tsuchiya, Usagi, negli stessi ruoli si potrebbe ipotizzare che le vicende adattate nella S3 saranno appunto quelle dello spin-off “Retry”. Però siccome “Retry” è di pochissimi capitoli, solo 13, e la chiusura della S2 ci ha tenuto a ricordare l’esistenza della carta del Joker, nella nuova stagione potrebbero anche sviluppare una storia del tutto originale. Ci sarebbero anche delle side stories di 6 “game” integrati solo successivamente nei volumi del manga principale, però sono già state inserite quasi tutte nella serie, Re di picche – Sette di picche – Quattro di fiori – Re di quadri. Quindi l’ipotesi che dà più libertà e permette di coprire un’intera stagione credo sia quella di approfondire la carta del Joker. Non resta che attendere.

Re di picche: il “game” che comincia senza avvisare in cui c’è il tizio che spara come un pazzo, il primo della seconda stagione.
Sette di picche: il “game” in cui Akane Heiya perde parte della gamba.
Quattro di fiori: il “game” in cui bisogna correre per arrivare al traguardo prima dello scadere del tempo.
Re di quadri: il “game” con l’ex secondo in comando della “Spiaggia”.

Update: Alice In Borderland: Stagione 3 a settembre su Netflix