Death Note: il ritorno del quaderno nero

Avatar Rolando M. Faggiano

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La storia parla di Light Yagami, un brillante studente delle superiori che un giorno trova per caso un quaderno: il “Death Note”. All’interno del quaderno ci sono delle regole davvero strane, regole come: “L’umano il cui nome è scritto su questo quaderno morirà”, ma Light anche se non del tutto convinto di quello che sta facendo decide comunque di provarlo. Scoprirà che il quaderno ha realmente il potere di uccidere e dopo aver superato lo scetticismo iniziale Light sarà risoluto nello sfruttare appieno le potenzialità del quaderno, decidendo di usarlo per creare un mondo migliore intraprendendo una sorta di crociata contro i criminali. Con le forze dell’ordine nel panico farà la sua comparsa L, conosciuto come miglior detective del mondo, che tenterà in ogni modo e con ogni mezzo di arrestare chi si nasconde dietro questi assurdi omicidi.

Preso bene da un’opera di oltre 20 anni fa, per cambiare stavolta ho deciso di recuperare l’anime. So di arrivare decisamente tardi ma non lo avevo mai visto. In parte perché seguivo il manga, poi l’anime è andato in onda solo alcuni anni dopo la conclusione del manga e soprattutto perché che ai tempi lo streaming on demand non era cosa normale di tutti i giorni, vi sto parlando del lontano 2008/09.

ALLERTA SPOILER
La storia è decisamente intricata e a un certo punto diventa caotica quasi da non sapere più che pensare, però mostra bene fin dove può arrivare il ragionamento a quei livelli e la conseguente ansia che provoca ai protagonisti. Non mancano i colpi di scena legati al Death Note e il mondo degli Shinigami che permetteranno a Light di fare manovre ancora più complesse e ragionate. Dall’altro lato L similmente con l’intuito, la logica e la deduzione metterà alle strette non solo Light ma chiunque lui decida sia sospetto. L infatti è un personaggio che tende a non fidarsi quasi di nessuno, a ragion veduta. I personaggi secondari sono altrettanto essenziali e per niente scontati, l’autore li inserisce al momento giusto riuscendo a scrivere una storia fluida che non si cristallizza o appesantisce. Tra i quali troviamo Misa Amane idol e fan fortemente invaghita di Kira, che al momento giusto insinuerà nuovi dubbi nelle menti della squadra messa insieme da L ma allo stesso tempo porterà anche l’immancabile storia d’amore mettendo in difficoltà Light. Anche i personaggi di breve durata sono comunque ben caratterizzati, un esempio è la fidanzata dell’agente FBI Rey Penbel. Con lo stesso esempio si mostra per la prima volta in modo evidente anche il concetto di casualità, che l’autore riesce a inserire senza però sbilanciare troppo le parti e nonostante basi gli avvenimenti per lo più sulla causalità. (Cioè quel che succede è provocato dalle decisioni dei protagonisti, senza contare l’intuito formidabile di L che comunque si basa su deduzioni logiche)

Anche se Kira a un certo punto si rilassa un po’ troppo, per non dire altro, non mancheranno momenti pieni di riflessioni e congetture. Quando ormai sembra tutto già evidente ogni personaggio prenderà le giuste precauzioni e alla fine la spunterà il più intelligente no di certo. L’unico vincitore indiscusso di questa sfida di penna è senza dubbio lo shinigami, Ryuk, che fin dall’inizio ha ben chiaro il suo obiettivo e cioè combattere la noia.

Da quel che ricordo l’anime rispetta gli eventi principali del manga, solo che nella seconda metà si prende più libertà. Poi ovviamente le solite cose degli adattamenti, alcuni dettagli sono stati omessi e hanno enfatizzato alcune scene ma rimane un ottimo adattamento. Anche le musiche, composte da Yoshihisa Hirano and Hideki Taniuchi, sono veramente azzeccate e danno enfasi allo svolgimento della storia in modo esemplare. Inoltre mescolano più generi perfettamente per accompagnare in modo impeccabile ogni scena e personaggio. A parer mio le musiche sono su un livello superiore rispetto alla media, più da standard cinematografici. Il doppiaggio italiano l’ho trovato molto buono, in realtà ci sono diverse voci che ho riconosciuto e soprattutto quelle di Light, L e Ryuk. Quella che più mi è rimasta impressa è la voce dello shinigami che è la stessa che doppia Arnold Schwarzenegger e mentre vedi l’anime non puoi non farti scappare una risata pensando a qualche scena iconica, semmai con Denny De Vito. Anche l’adattamento è buono ma non sempre preciso preciso, senza però distorcerne il senso.

“Death Note” del 2003 scritto da Tsugumi Ōba e disegnato da Takeshi Obata è un classico senza tempo e sicuramente va recuperato anime o manga che sia, ovviamente se vi piace il genere thriller soprannaturale. L’anime lo trovate in streaming sottotitolato su Netflix, dove troverete anche 2 lungometraggi chiamati “Relight” che, sinteticamente, raccontano la storia però dal punto di vista di Ryuk. Se invece volete vederlo doppiato sono disponibili i DVD e i Bluray, sia sul sito della Dynit che su Amazon.it. Se invece avete già visto l’anime e volete recuperare il manga è composto da soli 12 volumi ed è disponibile in italiano ma purtroppo non in versione digitale, per farvi un’idea vi lascio l’estratto in inglese da Amazon.com. Infine se volete giusto approfondire i personaggi e scoprire curiosità su di loro esiste il volume 13 intitolato “Guida alla lettura”.