Addestrata duramente come ladra esperta, una giovane ragazza di nome Clay si fa strada tra i livelli del dungeon di Antomurg con l’obiettivo di ritrovare il padre scomparso tre anni prima. Superando trappole e mostri, durante un combattimento succede qualcosa di inaspettato ma cosa più importante incontra una ragazza che si presenta come custode del dungeon. Belle, la custode, mostra subito interesse per Clay e infatti ha intenzione di assumerla per lavorare all’interno del dungeon. Esatto, lavorare nel dungeon! Così inizia un nuovo capitolo della vita di Clay, che da lì in poi si immergerà completamente nella gestione dietro le quinte del dungeon di Antomurg.

ALLERTA SPOILER
“Dungeon people” sembra il solito anime sui dungeon. Il solito personaggio fortissimo e solitario che non sa come rapportarsi con gli altri. Il solito genitore scomparso, con mille segreti e chiunque lo conosca ne tesse le lodi. La solita gilda degli avventurieri che permette ai party di addentrarsi nel dungeon per esplorarlo, sconfiggere i mostri e ottenere fama e ricchezza. Sembra tutto “il solito” finché durante un combattimento, tra Clay e un mostro, una parte di muro del dungeon crolla e il mostro dalle sembianze taurine si ferma sorpreso e inizia a parlare. Solitamente non tutti i mostri parlano e la maggior parte non sono poi nemmeno tanto intelligenti ma fanno solo quello che devono fare, o almeno così è di solito. Dal grosso buco provocato dall’ascia del mostro poco dopo viene fuori una normalissima ragazza, palesemente temuta dal mostro e che si annuncia come responsabile del dungeon. Clay era una semplice ladra alla ricerca del padre perduto nel dungeon tre anni prima, quando da un momento all’altro si ritrova assunta da Beilleheila Langdass, Belle, per aiutarla con le faccende da sbrigare e far sì che il dungeon funzioni.


Il dungeon visto da dentro, era una prospettiva che mi mancava. Infatti trattare i dungeon quasi come una impresa medio-grande è stata un’idea fresca e simpatica che mi ha subito incuriosito e catturato. Vedremo infatti Clay alle prese con colloqui ai mostri, rifornire le casse del tesoro, affrontare gli avventurieri sotto mentite spoglie e riordinare qua e là. Nel mentre “da contratto” nei giorni di riposo è libera di addentrarsi nel dungeon e tentare di raggiungere il 10imo e ultimo livello nella speranza di trovare il padre disperso. Insieme a Belle si occuperà anche di cose più complesse come ristrutturare i piani del dungeon, scoprirà i segreti e i misteri che si celano dietro ogni porta, muro o anfratto del dungeon e continuerà ad allenarsi nell’arena dedicata con gli altri dipendenti per diventare forte abbastanza per perseguire i suoi obiettivi.
Rapportarsi con i mostri che addirittura parlano fa strano sia a Clay che a me, almeno all’inizio fino a quando non ci si abitua e il tutto finisce sotto una luce ben diversa. Sembra di essere in un vero e proprio ufficio con le commissioni da sbrigare, le pause, gli affiancamenti etc. È curioso anche l’approccio alla morte, trattandosi di un dungeon per forza di cose qualcuno dovrà rimetterci la pelle. In questo caso vengono considerati i due lati, sia gli esploratori che i mostri… ehm, i dipendenti. Infatti per i dipendenti c’è un sistema interno che gli permette di non rischiare direttamente la vita, però non è adottato da tutti i dipendenti-mostri. In ogni caso il tema è trattato come se fosse una normale prassi d’ufficio, perché in effetti lo è.


“Dungeon people”, un anime adattato dall’omonimo manga di Sui Futami, è stata una piacevole pausa dalla ripetitività del genere. Infatti ve lo consiglio assolutamente se siete in quella fase che vi sembrano tutti uguali, ma non volete comunque cambiare genere. Però estendo la raccomandazione a tutti perché è davvero simpatico. “Ruba” la classica premessa dei fantasy con dungeon per trasformarla in uno slice of life a tema gestionale, dietro le quinte di un labirinto pieno di mostri. Purtroppo risulta disponibile in streaming solo su HIDIVE, che però non è visionabile per noi dall’Italia senza VPN.


