Final Fantasy XIII

Avatar Rolando M. Faggiano

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7 minuti

In questo periodo ero alla ricerca di qualche gioco che mi ispirasse ma durante la mia ricerca, pretenziosa, mi è capitata davanti la pagina di Square Enix su Steam e lì è scattato qualcosa. Final Fantasy XIII, quanti ricordi e quante imprecazioni, mi sa che è il mio preferito della serie come storia. Insomma, ho deciso di rigiocarlo a distanza di veramente tanti anni, più di 10 sicuramente considerando che la prima run la feci su PS3 FAT, questi modelli a lungo andare riscontravano un problema dovuto al surriscaldamento che mi costrinse a ricominciare daccapo su PS3 Slim. Altro fattore che ha influito è la delusione per quel che ho visto di FF XVI, del quale aspettavo la versione PC ma ad oggi non credo l’acquisterò al day one. Quindi mi sono chiesto: “quanto altro tempo bisogna aspettare per giocare un FF?!”* Premetto che del XVI ho visto solo il necessario per evitare spoiler, ma quel che ho visto del gameplay e del mondo di gioco mi ha parecchio amareggiato perché era in sviluppo da parecchio tempo e dopo FF XV, che per quanto sia stato criticato per me è stato un buon FF e un ottimo RPG open world (rilasciato a fine 2016), considerando anche gli altri titoli più attuali nemmeno nelle mie fantasie più sfrenate mi sarei mai immaginato un titolo così, avrei altro da aggiungere ma vi risparmio. (potrei ricredermi in futuro giocandolo, in quanto queste sono solo le mie impressioni, ma ho seri dubbi a riguardo) (*Probabilmente poco con Final Fantasy VII Rebirth)

Final Fantasy XIII, al di fuori della storia e del progetto di base iniziale davvero importanti ai tempi, portò un’innovazione non da poco ovvero il sistema ibrido tra il classico RPG a turni e il più moderno action RPG. Il sistema in questione prevede il caricamento della barra ATB, suddivisa ora in più segmenti, e il tutto è svolto in real time cioè lo svolgimento della battaglia non si ferma mai, neanche durante la selezione dell’azione. Può decisamente non piacere, soprattutto per come si era abituati all’epoca con i vecchi FF però devo dire che ha dato man forte la storia che a me è piaciuta molto, oltre le ambientazioni e la grafica che ancora oggi mi stupiscono. Ci sono certi scorci sia nel gioco che in alcuni video davvero incredibili.

Un video dice più di mille parole!

La storia si basa principalmente su un conflitto tra due fazioni di fal’Cie, esseri superiori agli umani, una di Cocoon e l’altra di Pulse. Questi fal’Cie, però, non combattono direttamente e per farlo coinvolgono gli essere umani, i quali sono dipendenti da loro quasi per tutto, “maledicendoli” facendoli diventare l’Cie, e affidandogli missioni le quali se non vengono portate a termine entro un certo tempo il malcapitato si trasforma in Cie’th, un mostro brutto. Era una tiepida sera d’estate, su una spiaggia piena di gente e i fuochi d’artificio illuminavano il cielo a chiazze quando il fal’Cie di Pulse fece la sua comparsa, portando scompiglio tra la gente ma sopratutto scelse una persona per assegnargli una missione. La nostra storia comincia dalle conseguenze di quell’evento che obbliga tutte le persone presenti, eventuali l’Cie perché entrati in contatto col fal’Cie, ad una sorta di epurazione e quindi vengono allontanate preventivamente da Cocoon. L’obiettivo di alcuni di loro, però, non è in linea con quelli delle forze dell’ordine, ovviamente, ma bensì di recuperare una persona cara perduta proprio a causa di tutto ciò. Non rivelare niente avendo già districato gli eventi non è facile perciò non aggiungo altro. La storia è semplice ma ben intrecciata e le conseguenze delle azioni di alcuni dei personaggi si ripercuoteranno direttamente su altri, anche a distanza di tempo, che si troveranno a dover affrontare paura e rabbia ma con il coraggio di non arrendersi e di affrontare ciò che si ha davanti insieme.

SPOILER LIEVI
Come accennavo prima il sistema di combattimento è in RT, real time, questo costringe ad una prontezza nell’effettuare le scelte giuste pena la sconfitta. Procedendo con la storia le cose non diventano più semplici, anche perché troveremo nemici che non sempre possono essere affrontati al livello al quale ci si trova e anche qui incide la scelta giusta nel proseguire decidendo di non affrontare questi nemici non sapendo, però, se è possibile affrontarli dopo e quindi rinunciando ad un’eventuale ricompensa. Il mondo di gioco è molto lineare, segue la storia, e prosegue così quasi fino alla fine del gioco, non c’è molto da esplorare tranne poche deviazioni. In questa fase la complessità principale è che i personaggi si dividono e le formazioni cambiano spesso quindi non si lascia interpretare facilmente, questo influisce anche su come investire i punti cristallo per potenziare i personaggi. Solo più in là nella storia si raggiunge un’area grande da esplorare piena di missioni secondarie e curiosità sulle ambientazioni.

Rigiocandolo mi sono reso conto che della complessità e delle difficoltà poste davanti al giocatore che oggi, a parte pochi titoli, non ho più riscontrato. Parlo proprio di certi nemici, o Esper, stressanti come tempo e impegno mentale da superare per proseguire e ricordo che ai tempi ci si confrontava tra amici o sui forum per capire come affrontarli, ricordo pure il “racket dei salvataggi” che quando uno riusciva a superare quella fase qualcun altro, svogliato, cercava di accaparrarsi il suo salvataggio. Tuttavia, nonostante le nuove imprecazioni, devo ammettere che mi sta davvero piacendo di nuovo. Anche il progresso dei personaggi costringe a scelte che vanno ponderate bene per ottimizzare al meglio i pg e le armi appropriate per evitare di ritrovarsi a corto di punti cristallo e componenti per le abilità e l’equipaggiamento necessari ad affrontare l’ostacolo successivo. Il sistema del “Cristallium” permette di potenziare tramite “punti cristallo” le varie classi dei pg: Attaccante (danni fisici), occultista (danni magici), sentinella (difesa), sabotatore (infligge malus ai nemici), terapeuta (cura), sinergista (applica bonus agli amici). Il pg può sviluppare caratteristiche in 3 categorie alle quali è affine, poi si sbloccano anche le altre 3, e va ben equilibrato perché in battaglia poi si utilizzano un certo numero di formazioni con i pg, esempio: attaccante – occultista – occultista, che bisogna impostare in base allo stile di gioco scelto per poterle cambiare durante la battaglia. In pratica se in una formazione, ad esempio: attaccante – occultista, e si ha la necessità di curare un pg o si utilizzano le pozioni o si cambia la formazione in una che prevede il terapeuta, ad esempio: attaccante – terapeuta. Sembra un po’ macchinoso ma basta ingranare e ci si abitua subito. Piccola parentesi sulle musiche, manco a dirlo, Square Enix è quasi sempre una garanzia e con questo titolo non si smentisce. Qui il tema principale molto bello che sicuramente ricorderete se ci avete giocato in passato, di cui c’è anche una versione vocale.

Se vi piace il genere e vi piacciono le difficoltà… giocateci! All’epoca c’era un progetto corposo nei piani di Square Enix che lo riguardava ma poi cambiò, vedi qua, finendo col rilasciare FF XIII-2 e Lightning Returns: Final Fantasy XIII e dal quale è nato poi FF XV.

Qui trovate la guida pubblicata su Play Generation, la rivista per chi se la ricorda.
Parte 1Parte 2Parte 3

Se invece non vi va di giocarlo ma di vederlo ho caricato le mie sessioni di gioco su Youtube, non troppo bene come interfaccia perché era la prima volta che usavo Twitch.