Fire Emblem Engage

Avatar Rolando M. Faggiano

|

|

7 minuti

Premetto di aver già provato Fire Emblem Engage (FEE) quando uscì il 20/01/2023 ma non mi convinse abbastanza da acquistarlo a prezzo pieno. L’ho acquistato di recente, nella seconda metà di dicembre, a 40 euro circa (39,99 Unieuro) e fin’ora ho ammesso svariate volte, durante la sessione di gioco, che la prima impressione che ho avuto era giusta. Parto con la conclusione e quindi il mio consiglio:
FEE è di certo un buon titolo per il genere però sconsiglio di acquistarlo a prezzo pieno. Se dovete spendere quei soldi, per chi non l’avesse già giocato, prendete Fire Emblem Three Houses.

Questa è una recensione on the road.

Partiamo con la narrativa, che dire?! L’idea di base non è male ma con alti, bassi e ovvietà. Andando avanti non migliora, per il momento, e sopratutto le conversazioni diventano vuote e ripetitive ma rimango aperto a colpi di scena e/o altro. Il vostro alter ego, Drago divino Alear, si risveglia, in un luogo sacro riservato al suo riposo, dopo 1000 anni di sonno, o coma potremmo dire, e il caso vuole che nel viaggio di ritorno al castello di appartenenza vi è il sospetto che si sia risvegliato anche il Drago maligno che portò terrore e distruzione appunto circa 1000 anni fa. L’obiettivo è sconfiggere questo Drago maligno e per poterlo fare è necessario riunire tutti gli anelli degli emblemi distribuiti ai vari regni, come deterrenti, i quali provengo da altri mondi (altri titoli FE). Il tutto gira attorno alla meccanica degli emblemi e delle unioni con questi che si fa veramente marcata fin dalle prime battaglie, nelle quali si cominciano a trovare in parecchi punti sulla mappa delle “aure blu” sulle quali soffermandosi si recuperano tutte le tacche per utilizzare l’unione con l’emblema.

SPOILER ALERT
Per il resto è un quasi classico Fire Emblem con la possibilità di tornare sui tuoi passi quando un turno va male, tramite la cronogemma del drago, e la ruota delle armi che, questa volta, oltre a dare un vantaggio sull’avversario con l’arma debole è arricchito con una meccanica che infligge uno stato detto “breccia” non permettendogli di contrattaccare per quell’attacco e il successivo. Un altro cambiamento importante è nel numero di utilizzo delle armi, stavolta assente del tutto per spada, lancia, arco e etc. ma presente sui bastoni. Probabilmente per equilibrare la questione del “vil danaro” che nelle fasi iniziali non è facilmente ottenibile, quasi impossibile, se non per veramente pochi eventi della storia principale. Per quanto riguarda il denaro infatti ho avuto difficoltà, che poi ho particolarmente sofferto in battaglia perché non potevo investire per potenziare le unità, avendolo speso investendo su uno stato o sull’altro. Quest’altra meccanica ti permette, una volta sbloccata con la storia, di investire su un determinato stato tot denaro per incrementare le statistiche di ottenimento dei materiali (Sconsiglio di farlo almeno all’inizio). Solo ed esclusivamente materiali! Le classiche “scaramucce” non ti premiano con il denaro tranne quelle di livello oro che sono meno frequenti e più difficili. Difatti mi sono ritrovato a non poter far passare dalla classe base a quella avanzata la maggior parte delle unità. Per quanto riguarda la questione classi sono rimasto sinceramente deluso. Almeno per ora, sto al capitolo 15, i gradi delle classi sono solamente due e appunto “base” ed “avanzata” mentre per ogni grado ci sono le varie categorie che variano per talento arma dell’unità come al solito. Non c’è un sistema per incrementare l’abilità con l’arma, o io non l’ho notato, però si parla di abilità dal grado D fino ad S. Per poter accedere ad una classe avanzata, che può necessitare di doppia arma, l’unica via è far aumentare il legame dell’unità con l’emblema che può far ereditare l’abilità, detta “talento”, per l’arma necessaria. Tutto questo si può fare assegnando l’anello dell’emblema all’unità oppure in Arena, sbloccabile con al storia. Successivamente ho capito che il grado abilità arma, da D a S, è specifico per ogni classe e considerato questo l’unità può utilizzare o meno determinate armi indifferentemente dal suo livello.

L’interfaccia a mio avviso è sgradevole, ogni volta che mi si apre su un personaggio dotato di anello emblema la prima azione, se disponibile, è “unione” e subito dopo “attacca”. Andando avanti e sbloccando nuove funzioni come l’Arena, che ti permette di poter allenare un personaggio per l’esperienza o per acquisire abilità dagli emblemi che hai a disposizione, una funzione ti fa vedere solo le stat, un’altra solo le abilità dell’unità, per assegnare l’abilità bisogna uscire da questo menù ed entrare in un altro, quando scegli una funzione dopo lo svolgimento esce da quel sottomenù e quindi si è costretti a fare avanti e dietro. L’inquadratura purtroppo differisce da FE Three Houses e non permette di girare la camera a 360 gradi sulla mappa. Inizialmente è un po’ fuorviante però ci si abitua. La grafica, però, anche se simile, e considerati i limiti della consolle, è decisamente migliore e più godibile.

Mentre scrivo, al capitolo 17 ho perso Rosado e al capitolo 19 ho perso Alfred. Ebbene si, gioco in modalità classica, per me altrimenti avrebbe senso solo per godersi la storia ma non è il caso di questo FE. Per quanto riguarda la difficoltà sto giocando “difficile” ma ho ricominciato il gioco perché dopo i primi capitoli e aver scelto “normale” in realtà era troppo facile. “difficile” in realtà è più che difficile e infatti verso la seconda metà della storia comincia a diventare stressante non perdere unità. Continuo la mia avventura e al capitolo 21 perdo Amber sostituto lanciere di Alfred. Penso che la fine della storia sia vicina e posso anche esprimermi sulla traduzione italiana che in più punti ho trovato poco precisa per quanto riguarda le conversazioni. Le musiche mi piacciono molto, una è diventata la mia sveglia, e sopratutto nel Somniel, la vostra base, potrete cambiarle a piacimento. A proposito del Somniel, su quest’isola fluttuante “sacra” che ospita voi e il vostro esercito troviamo i mercanti di armi, pozioni, il fabbro, insomma il solito più vari minigiochi e aree sbloccabili avanzando con la storia. Ne parlo solo ora non per dimenticanza ma perché non mi ha colpito particolarmente e a parte poche funzioni, oltre le principali, non ci ho passato troppo tempo.

Capitolo 24 bello davvero ma tosto. Uno dei pochi se non l’unico con il limite di turni per poter vincere. Le mappe e le condizioni ambientali annesse sono grandi, sono belle e adeguate alle località visitate in tutto l’Elyos, il nome del continente, però per me la principale difficoltà è la grande quantità di nemici da sconfiggere. Spesso puoi e devi utilizzare 12 unità, come del resto sono gli anelli degli emblemi, perché la quantità di nemici sul campo è davvero elevata. Per la maggior parte sono missioni in cui devi eliminare quel nemico o tutti i nemici e dopo un po’ inizia ad essere ripetitivo e diventa snervante gestire tante unità senza riportare perdite, semmai anche separate in due gruppi sulla mappa. Il capitolo 24, che mi è piaciuto anche come parte della storia, addirittura divide il gruppo il 3 parti, 14 unità sul campo, e il malus mappa davvero particolare è veramente sfizioso.

Capitolo 25 i nemici non finisco più. Maledetti! Cadono in battaglia Goldmary, Mauvier e Yunaka. In questo capitolo è accentuata ancora di più quella che ho trovato la principale difficoltà del gioco e cioè il numero di nemici. Mi sto ripetendo ma da questo punto di vista per me è stato un FE abbastanza piatto, senza considerare che veniamo da “FE Three Houses” che è stato un capolavoro su quasi tutti i punti e sopratutto sulla varietà di possibili avvenimenti in base alle scelte del giocatore. Mi rendo conto che sta diventando un diario di bordo della fine però ci siamo quasi, vedo la luce abbagliante dei titoli di coda.

Fine che arriva senza particolari colpi di scena, tutto molto lineare con il resto del gioco e della storia. Il mio emblema preferito è stata Lucina da “FE Awakening” che ho apprezzato sia per l’abilità che per provenienza. Ah, c’è un DLC che ho deciso di non acquistare in quanto i contenuti non mi attirano, tranne la storia alternativa ma complessivamente per me non vale in costo. Per ulteriori dettagli sul DLC vedi qui.

Il mio consiglio iniziale rimane invariato. Quest’ultimo FE è un titolo per gli appassionati della serie e per chi cerca un tattico di buon livello, ma non per chi si approccia al genere per la prima volta.

Caduti in battaglia: