“Ghost of Tsushima” un gioco attesissimo da parecchi e che uscì solo per Sony Plastation nel 2020, dopo 4 anni eccolo sbarcare su PC con ottimi risultati già al “day one”. La storia del gioco parla di una grande invasione nel Giappone da parte dei mongoli, nello specifico ci troviamo sull’isola di Tsushima dove i mongoli hanno la meglio, spodestando e catturando lord Shimura, jito di Tsushima (signore feudale). Ci ritroveremo ad impersonare Jin Sakai, samurai e braccio destro del jito, sopravvissuto per miracolo alla battaglia sulla costa per contrastare lo sbarco dei mongoli. Combatterà per proteggere il suo paese e liberare il suo signore ma sarà costretto a confrontarsi col suo addestramento da samurai e fare scelte “poco onorevoli”, per evitare morti di innocenti.

SPOILER LIEVI
Dal punto di vista gameplay mi è parso un RDR2, Red Dead Redemption, unito con un buon vecchio AC, Assassin’s creed, il che non guasta però non ha introdotto nulla di nuovo e con il procedere dopo un po’ diventa ripetitivo.
Lo stile di combattimento mi è piaciuto, ma dipende da come lo si gioca, e non è troppo complesso come dovrebbe essere un duello con un samurai, almeno all’inizio. Si hanno a disposizione 4 forme di spada da sbloccare e ognuna ha maggiore efficacia su un certo tipo di nemici, ma la miglior cosa per me è stata la possibilità di potersi “confrontare” col nemico a viso aperto. In questa modalità sfoderando la katana col timing giusto si uccide al primo fendente. (vale solo per un nemico di un gruppo, poi si può potenziare massimo fino a 3). Inoltre per chi non è affine alla via del samurai sono disponibili e sbloccabili delle armi ninja che consentono di avvantaggiarsi in duello o per volatilizzarsi nel caso i nemici fossero troppi. Avanzando diventeranno necessarie per una durata di combattimento “normale” per via di nemici che progrediranno e saranno più difficili da abbattere, soprattutto quelli con lo scudo richiederanno tempo se affrontati solo con la katana.
Il farming è limitato a pochi elementi che serviranno per potenziare l’equipaggiamento, l’unica effettiva difficoltà avanzando con la storia diventeranno le quantità necessarie ad effettuare l’upgrade. Su questo aspetto avrei preferito una maggior varietà, credo che sia stata una scelta voluta per permettere al giocatore di godersi tutto il resto senza appesantire il gioco, però giusto qualche elemento in più non avrebbe fatto male.
L’esplorazione del territorio non è fondamentale ma un giretto è consigliabile per riuscire a progredire con le caratteristiche base del personaggio e avvantaggiarsi per le battaglie future. Inoltre ci sono vari collezionabili come testimonianze, manufatti mongoli o grilli canterini, questi ultimi permetteranno di apprendere nuove melodie da eseguire col flauto. Il flauto è una meccanica che permette di cambiare il tempo suonandolo, potrebbe trovare la sua utilità la melodia della nebbia per chi decidesse di giocare stealth ma per il resto l’ho trovata una meccanica puramente estetica.


Il punto forte, a mio avviso, è l’ambientazione! Ci troviamo a Tsushima intorno al 1270 e non avrete bisogno di troppa immaginazione per godervi quello che vi circonda. Boschi infiniti, risaie e fattorie ovunque, santuari spersi in luoghi remoti con qualche torii qua e là, castelli e piccoli villaggi, bambù, campane del vento appese e tanto altro. Complementari gli npc che troveremo per caso sulla nostra strada catturati dai mongoli o riuniti in accampamenti. Anche la cura per le movenze del personaggio è ben curata e fondamentale, come ad esempio la possibilità di rinfoderare la katana. Tutto questo a rappresentare ciò che è materiale dall’altro lato, invece, troviamo le leggende che si materializzano in armi o armature da cercare seguendo gli indizi e i racconti dei bardi oppure volpi e uccelli rari che ci guideranno verso luoghi nascosti. Onnipresente il vento che fungerà anche da guida verso gli obiettivi.
Il porting per PC è davvero encomiabile, quasi perfetto e con pochissimi bug ma la cosa più importante è che cpu e gpu mantengono temperature ottime, difficilmente vanno oltre i 60c. Io sto giocando con le impostazioni grafiche “Max”, in full HD o 2k a 60fps.
Infine per me il gioco è giusto sopra la sufficienza ma dalla sua ha la cura dell’ambientazione e un gameplay abbastanza fluido e non troppo pesante che lo rende piacevole da giocare, anche occasionalmente. Considerato che è comunque un titolo datato trova il suo spazio oggi vista la carenza di titoli decenti nel suo genere, consiglio di giocarlo se vi piace la cultura giapponese dell’epoca altrimenti desistete. Ultima cosa importante, c’è il doppiaggio italiano ma lo sconsiglio; per me è da giocare con audio giapponese e sottotitoli in italiano la resa è decisamente migliore.
Altre illustrazioni by IAN JUN WEI CHIEW e l’articolo: “Dalla penna alla spada: il processo artistico di Ghost of Tsushima“


