Triangle Strategy

Avatar Rolando M. Faggiano

|

|

8 minuti

La lotta per il potere, le sfrenate passioni, gli intrighi, i tradimenti furono affrontati con indomito coraggio da colui che forse poteva salvare i Wolfhort. Serenoa Wolfhort, erede del titolo di lord del suo casato, si ritroverà ad affrontare una successione di eventi che metteranno con le spalle al muro lui, i suoi sudditi, i suoi servitori, i suoi amici, la sua promessa sposa e chiunque altro gli stia intorno. “Triangle Strategy” di Square Enix e Artdink è un tattico a turni sfalsati, direi, che assicura una buona storia, quasi sulla falsariga del “Trono di spade”, e meccaniche interessanti. Ambientata nel Nortelia, in inglese Norzelia, che ospita tre grandi regni attualmente in pace ma in costante tensione per via di alcune risorse essenziali disponibili solo in alcuni territori.

Il principale protagonista, originario del regno di Glenbrook, per via della malattia del padre si ritroverà ad essere Lord Wolfhort, in inglese Wolffort, prematuramente e poco prima di sposarsi, un matrimonio politico per rafforzare i legami con l’Aesglast, con l’onere di dover dimostrare di essere il degno erede del padre, eroe della passata guerra di circa 30 anni fa. Dopo un’introduzione ricolma di buoni propositi nei quali questi tre regni riescono a collaborare per un fine comune, quasi senza un apparente motivo e all’improvviso il Granducato di Aesglast, in inglese Aesfrost, invade Glenbrook. Dopodiché cominciano non pochi grattacapi per Serenoa che sarà costretto, sarete costretti, ad effettuare delle scelte non semplici e alle volte nemmeno gloriose.

SPOILER LIEVI
Scelte che avranno conseguenze e porteranno a variazioni narrative, però chiamarle “scelte” non del tutto corretto perché la meccanica che vi permetterà di scegliere l’una o l’alta opzione è sicuramente innovativa ma anche tediosa. Per operare queste scelte vi affiderete ad una bilancia, donatavi dalla famiglia reale, con ben 7 monete da affidare a persone di fiducia che voteranno cosa fare e voi ve ne assumerete la responsabilità qualunque sia l’esito. Quindi non una vera e propria scelta, però potrete cercare di persuadere gli altri personaggi a votare per ciò che ritenete giusto, ma non sempre funzionerà e vi ritroverete ad affrontare eventi non voluti. Per convincerli, in base alle informazioni che acquisirete man mano, sbloccherete delle opzioni di dialogo da usare durante il discorso di convincimento che, tuttavia, non vi assicurerà la riuscita se non sceglierete le opzioni adatte al contesto e al personaggio a cui vi siete rivolti.

Tra una battaglia e l’altra potrete assistere non solo al filone principale della storia ma anche ad altre appendici aggiuntive che vi daranno maggiori informazioni su quel che succede al contempo intorno a voi. Questa cosa mi è piaciuta, ma la trama principale anche se fatta bene a volte è molto prolissa dandomi un’impressione non da videogioco. La storia è accompagnata dalla grafica HD-2D che a me sinceramente non fa impazzire, gioco da PC, anche se le animazioni sono veramente belle e certe ambientazioni sono davvero suggestive. Su Nintendo Switch questo tipo di grafica rende decisamente meglio a patto di non utilizzare la dock station e collegare il tutto ad un televisore dove, in tal caso, vedrete dei pixeloni enormi rivolgersi a voi con fare da gran signore.

Il terreno di gioco e le meccaniche dei vari elementi che lo possono influenzare sono stati davvero ben curati, sfruttandoli a dovere riescono a decidere le sorti della battaglia in positivo e non curandosene potrebbero portarvi ad una veloce disfatta. Troviamo vari bonus/malus in base alla posizione o alle condizioni del terreno dove si trova l’unità, ad esempio: in un campo di grano se usate una magia di fuoco prenderà fuoco, come natura vuole, che danneggerà chiunque ci passi o vi si trovi sopra e inoltre questo fuoco, che si spegne dopo alcuni turni, può essere anche spento utilizzando un’altra magia o uno strumento. In più, siccome le mappe sono districate su molto più di un livello verticale, rispetta una certa fisica che non permette di effettuare un tipo di attacco se c’è troppo dislivello tra le unità. Non solo per le altezze ma la ritroviamo anche per gli ostacoli, alberi o muri o persone, e sarete costretti ad utilizzare un tipo di attacco invece di un altro. Tra l’altro ci sono delle fasi di esplorazione che ti permettono di esplorare la mappa, parlare con npc, entrare nelle case di quest’ultimi e ovviamente di saccheggiare qualsivoglia puntino luminoso riuscite a vedere. Questa meccanica è stata sfruttata anche per alcuni tipi di missioni di carattere investigativo/spionistico che mi hanno piacevolmente stupito.

Per la crescita dei personaggi ci sarà un ambiente esclusivo che potrete raggiungere anche prima delle battaglie, l’accampamento. Qui troverete il classico mercante di oggetti e materiali ma non di armi, il sistema scelto per omettere le armi è interessante e consiste in un unica arma per personaggio che però va potenziata ogni volta, dal fabbro, con degli specifici materiali. Questo spiega anche il motivo per cui non è possibile cambiare categoria di classe, infatti le classi sono due oltre la base e si può effettuare il potenziamento da un certo livello in poi con un determinato oggetto non sempre reperibile. Potenziando la classe oltre che alzare le stat del personaggio permette di apprendere nuove abilità esclusive. Una meccanica singolare, che potrete “potenziare” nell’accampamento, è quella delle “carte vincenti”. Durante la battaglia potrete utilizzare le carte sbloccate che vi daranno un grosso aiuto, ad esempio teletrasportando alleati o curandoli, come mossa extra per quel turno consumando i punti a disposizione che in seguito si ricaricheranno ad ogni nuova battaglia.

La traduzione stavolta, per quanto riguarda le conversazioni, mi ha sconvolto. Dal doppiaggio inglese si sente una cosa mentre lo scritto in italiano dice tutt’altro. Io non so il perché di queste, chiamiamole, “licenze poetiche”, ma mi hanno infastidito non poco. L’unico dubbio che ho è sulla questione testi tra doppiaggio e scritto, potrebbero essere stati testi diversi o potrebbero aver tradotto dal giapponese, ma questo rimane e rimarrà un mistero. Le musiche, d’altro canto, sono veramente azzeccate e si nota il lavoro che c’è stato da parte del compositore nell’adeguare la musica all’ambientazione. Una in particolare non mi è piaciuta ed è stata quella all’interno del palazzo a Sabulos, in inglese Hyzante il terzo regno, ma probabilmente perché mi ricordava un pezzo simile ma del tutto fuori tema.

piccolo spoiler verso la fine

Al capitolo 17 avrei voluto scegliere per l’uccisione di Roland, legittimo erede al trono di Glenbrook e maledetto da parte mia, invece credo di aver optato per la via più ardua. Proprio prima del finale tutta l’allegra compagnia è stata divisa in tre gruppi con tre missioni differenti e sono stato costretto ad utilizzare unità mai toccate prima. In principio, però, vi è concesso scegliere come dividere le varie unità a disposizione ma bisogna ragionare sul da farsi in base al contesto della missione per avere un vantaggio che comunque non mi ha reso meno difficili queste missioni.

I personaggi sono ben caratterizzati, sembra davvero di leggere un buon libro, non solo i principali ma anche i secondari sono ben fatti e proseguendo con la storia è possibile osservare varie scenette che approfondiscono la storia del personaggio in questione e la relazione che si sviluppa con gli altri. Quelli che più mi sono piaciuti sono: Anna Pascal un pg che mi ha ricordato un po’ Mikasa Ackerman di AOT, Archibald Geneoe un simpatico anzianotto ma con ancora parecchie frecce al suo arco e Erador Ballentine un buono e schietto guerriero armato di scudo.

Infine posso dire che mi è davvero piaciuto! Provai la demo per Switch poco prima dell’uscita, 4 marzo 2022, ma non mi convinse probabilmente perché non era una battaglia contestualizzata e la mappa scelta non rendeva bene l’idea del potenziale, oggi però posso affermare che è davvero un bel titolo e lo consiglio assolutamente, se come me ancora non ci avete giocato. Inoltre dopo i titoli di coda viene spiegato che c’è una sorta di “new game plus” che vi permette di affrontare nuovamente la storia per scegliere altri percorsi e/o cercare di sbloccare altri alleati senza perdere quasi nulla ma con rinnovata difficoltà. Aggiungo un’ultima cosa: visto che è di SQUARE ENIX ho naturalmente collegato un elemento, non troppo in evidenza nella storia ma importante in alcuni capitoli, che si riferisce al mondo di “Final Fantasy” e aggiungo che se l’avessero chiamato “Final Fantasy Tactics qualcosa” non sarebbe stato un errore e probabilmente avrebbe avuto più visibilità.

l’elemento in questione

Cristallo Aelfric dotato di grandi potenzialità belliche e utilizzato come arma.